Close-up of hand writing in notebook using a blue pen, focus on creativity.La Terapia Breve Strategica è un approccio terapeutico sviluppato inizialmente negli anni ’70 dal Mental Research Institute di Palo Alto, in California, da ricercatori come Watzlawick, Weakland e Fisch. Questo modello combinava studi sulla comunicazione e la terapia familiare con le tecniche di ipnosi di Milton Erickson, creando un metodo sistematico applicabile a vari disturbi con risultati rapidi.
Nel 1987, grazie alla collaborazione tra Paul Watzlawick e Giorgio Nardone, la Terapia Breve Strategica ha subito un’evoluzione significativa. Questo sviluppo ha portato alla creazione di protocolli specifici per diverse patologie psichiche e comportamentali.
Le fondamenta teoriche di questo modello includono il costruttivismo radicale, la teoria dei sistemi, la pragmatica della comunicazione, la logica strategica e la moderna teoria dei giochi.
Un concetto chiave è quello di “Tentata Soluzione”, introdotto dai ricercatori dell’M.R.I. nel 1974. Questo termine si riferisce alle azioni che una persona mette in atto per superare un problema, che però, invece di risolverlo, lo mantengono o lo aggravano, portando alla formazione di un vero e proprio disturbo.
La Terapia Breve Strategica è un approccio terapeutico innovativo, capace di ottenere risultati in tempi rapidi anche per disturbi complessi e di lunga durata. Si basa su una metodologia empirica rigorosa e rappresenta un’alternativa rivoluzionaria rispetto alle terapie tradizionali.
Caratteristiche principali:
Breve: si focalizza sull’eliminazione dei sintomi o dei comportamenti disfunzionali.
Focale: si concentra su un obiettivo di cambiamento specifico, stabilito insieme al terapeuta.
Radicale: modifica la percezione che il paziente ha del proprio problema, aiutandolo a ritrovare fiducia nelle proprie risorse.
Efficace: garantisce risultati duraturi nell’87% dei casi, senza ricadute.
Non farmacologica: utilizza esclusivamente tecniche psicologiche.
La terapia si occupa di come le persone percepiscono e gestiscono la realtà, trasformandola da disfunzionale a funzionale. Secondo questo modello, i disturbi psicologici derivano da una percezione distorta della realtà, che porta a comportamenti inadeguati.
Il percorso terapeutico è strutturato come una “partita a scacchi”: il terapeuta prescrive compiti da svolgere tra le sedute, finalizzati al raggiungimento di obiettivi specifici, come la risoluzione del problema o il miglioramento del benessere psicologico.

L’intervento si concentra sul presente, analizzando:

1. Il funzionamento del problema, senza indagare le sue origini.
2. Le tentate soluzioni che hanno fallito o aggravato il disturbo.
3. Le strategie per cambiare la situazione di disagio.
Gli obiettivi vengono definiti insieme al paziente e i sintomi iniziano a ridursi già nelle prime sedute. L’obiettivo è modificare le modalità disfunzionali di costruzione della realtà, favorendo un equilibrio funzionale e lo sviluppo di autonomia.
La Terapia Breve Strategica utilizza protocolli specifici per diversi disturbi ed è considerata una pratica efficace per condizioni come il disturbo ossessivo-compulsivo, il binge eating, l’anoressia giovanile e gli attacchi di panico.
Questo modello è validato da studi scientifici e si fonda su cinque criteri:
Efficacia: raggiungere gli obiettivi terapeutici prefissati.
Efficienza: ottenere miglioramenti già nelle prime sedute, con un trattamento medio di 3-6 mesi.
Replicabilità: applicabile con successo a diversi pazienti con disturbi simili.
Predittività: prevedere gli effetti di ogni intervento e correggere quelli indesiderati.
Trasmissibilità: il modello può essere insegnato e utilizzato da altri terapeuti.
Un’importante ricerca, condotta per dieci anni dal Centro di Terapia Strategica di Arezzo e pubblicata nel 2005, ha dimostrato l’efficacia della Terapia Breve Strategica nel trattamento di diverse patologie psicologiche. Gli studiosi hanno analizzato i dati di ben 3.640 casi, utilizzando standard internazionali per valutare i risultati delle terapie. I risultati sono stati sorprendenti: circa l’87% dei pazienti, e in alcuni casi addirittura il 95%, ha risolto i propri problemi in media con sole 7 sedute di terapia. Questo studio conferma quindi che la Terapia Breve Strategica è un approccio terapeutico molto efficace ed efficiente.
“Per quanto una patologia possa essere sofferta, complicata e persistente per anni non è detto che la soluzione terapeutica debba essere altrettanto sofferta e prolungata nel tempo.” 
Paul  Watzlawick